La situazione di guerra in cui ci troviamo
Vediamo focolai di guerra in molti luoghi del mondo: Palestina, Ucraina, Iran, Sudan e Myanmar. Non si fermano i femminicidi, lesbicidi e transcidi (FLT), come forma più evidente di una guerra costante contro le donne 1 e contro le soggettività dissidenti. Il sistema mondo è nel caos: il modello di governo più diffuso, quello degli Stati-nazione, sta attraversando una crisi e si trova in aperto conflitto con interessi e modelli su scala globale. I due blocchi (sovietico e NATO) che eravamo abituate2 a vedere fino alla caduta del muro di Berlino (1989) non esistono più, sostituiti da un sistema multipolare con alleanze instabili e dinamiche poco prevedibili. Questa instabilità, come prima dei due conflitti mondiali, viene risolta dal sistema capitalistico con la guerra. Essendo problemi su scala globale, la guerra che si sta portando avanti è mondiale: potremmo chiamarla terza guerra mondiale.
Questa guerra mondiale si manifesta su più livelli.
Guerra militare: gli eserciti nel combattere tra loro colpiscono prima di tutta la popolazione. Questa è una guerra combattuta direttamente, che porta alla militarizzazione, alle migrazioni forzate, alla distruzione della natura. Le prime vittime sono le donne: non solo attraverso i femminicidi, lesbicidi, transcidi (punta dell’iceberg della cultura dello stupro che vivono ogni giorno), ma anche con la femminilizzazione della povertà, gli stupri di guerra e tutte le violenze che subiscono mentre tengono insieme le proprie comunità e quando sono costrette ad allontanarsi dalla propria terra.
Guerra sociale e culturale: si esprime nella fascistizzazione, attraverso l’idolatria di personaggi come Musk, Trump, Epstein e Meloni. Si manifesta attraverso un sistema scolastico in cui la militarizzazione è sempre più presente e all’interno del quale le studentesse vengono educate in base alle necessità del mercato. È caratterizzato da attacchi sempre più forti, anche digitali, contro donne e soggettività dissidenti e contro i valori etici della società (dagli “incel” o personaggi come Andrew Tate). Si manifesta anche nella diffusione dei cosiddetti “femminismi di destra”, strumentali e funzionali a incentivare atteggiamenti razzisti e nazionalisti.
Guerra sui corpi: essi sono sempre più percepiti e trattati come dei prodotti in vendita, strumenti pubblicitari, sfruttati per il piacere o considerati in base alla capacità di dare figlie alla patria. Vogliono convincerci che le donne devono essere funzionali al potere e che il ruolo femminile sia quello di accudire la famiglia o lavorare per la patria, diventando così strumento del sistema: sappiamo al contrario che tutte portiamo in noi la potenzialità di sviluppare una vita nuova e libera.
1. il termine “donne” in tutto questo testo e nei successivi è utilizzato in senso ampio, riferendosi alla donna come identità relazionale costruita dal punto di vista sociale e storico, come prima colonia attaccata dall’estrattivismo dell’uomo e dalla mentalità patriarcale; non in termini biologici.
2. In questo testo e nei prossimi useremo il femminile esteso

